Il Capitano D’Albertis illustrato da Giulia Pastorino in mostra al Castello

Il Capitano D’Albertis è stato un famoso viaggiatore. Un personaggio assai curioso e coraggioso che l’illustratrice genovese Giulia Pastorino ha deciso di omaggiare con una mostra illustrata, dove i suoi disegni ripercorrono la vita e le imprese del Capitano.

Enzo Tortora

Enzo Tortora nasce a Genova il 30 novembre 1928. Una volta terminati gli studi universitari inizia a lavorare con Paolo Villaggio fino a quando – nel 1950 – finisce a lavorare in RAI in un programma radiofonico.

Il debutto in televisione avviene nel ’56 con il programma “Primo Applauso”: inizia così la sua carriera televisiva che lo porterà a condurre programmi come “Canzonissima” e “Telematch” e – nel 1959 – il Festival di Sanremo.

Enzo Tortora entra però di diritto nella storia dei grandi conduttori televisivi con il programma “Portobello”.

In questo show televisivo le persone comuni sono le vere protagoniste: cercano di vendere, comprare, trovare l’anima gemella o semplicemente provare a far parlare il famoso pappagallo verde per vincere un premio in denaro.

Solo l’attrice Paola Borboni riesce a far parlare il pappagallo e con i soldi vinti paga l’operazione chirurgica per un bambino gravemente ferito al volto.

Suo malgrado Enzo Tortora diventa un simbolo della malagiustizia italiana.

Il suo calvario giudiziario inizia nel 1983 quando viene arrestato con l’accusa di traffico di stupefacenti e associazione camorristica.

Il periodo della carcerazione lo porta a subire attacchi mediatici che ne distruggono la figura umana e professionale fino a quando non viene assolto prima dalla Corte d’Appello di Napoli (1986) e poi dalla Corte di Cassazione (1987).

Ritrovata la sua libertà, Enzo Tortora muore per un tumore ai polmoni il 18 maggio 1988 a Milano.

BRUNO LAUZI illustrato da Alice Piaggio | SCUOLA GENOVESE

Bruno Lauzi inizia a suonare alle scuole superiori insieme all’amico Luigi Tenco – suo compagno di classe al liceo D’Oria – col quale fonda un gruppo musicale. La passione per …

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GINO PAOLI illustrato da Alice Piaggio | SCUOLA GENOVESE

«Perché proprio a Genova nasce la canzone d’autore italiana? Perché è una città bellissima e avara, che ti comprime, non ti dà nulla. Sicché ti mette dentro una gran rabbia, …

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La bandiera di Mameli

La figura di Goffredo Mameli è tra le più importanti del Risorgimento italiano.

Nato a Genova nel 1827,  fin dall’infanzia entra in contatto con gli intellettuali dell’epoca che frequentano la sua casa. 

All’università entra in contatto con gli ideali mazziniani, stringe amicizia con Nino Bixio e decide di sposare la causa risorgimentale per l’Italia unita.

Il giovane Mameli manifesta per la libertà di stampa, sventola il Tricolore per le strade (era illegale) e aiuta i milanesi nell’insurrezione contro gli austriaci.

Proprio a Milano incontra Giuseppe Mazzini e tra i due nasce un’ottima amicizia.

Dopo aver contribuito alla nascita della Repubblica Romana nel 1849, torna a Genova per partecipare – insieme all’amico Nino Bixio – all’insurrezione sedata nel sangue dalle truppe del generale La Marmora.

Nelle stanze dell’Università di Genova è custodito il tricolore che venne sventolato da Goffredo Mameli il giorno in cui per la prima volta risuonò il suo “Canto degli Italiani” divenuto poi l’inno d’Italia.

Giacomo Montanari racconta le vicende di quel dicembre del 1847 e le geste dei giovani protagonisti del Risorgimento Italiano.

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