BRUNO LAUZI illustrato da Alice Piaggio | SCUOLA GENOVESE

Bruno Lauzi inizia a suonare alle scuole superiori insieme all’amico Luigi Tenco – suo compagno di classe al liceo D’Oria – col quale fonda un gruppo musicale.

La passione per la musica gli è stata trasmessa dalla famiglia ed era solito ripetere:«I miei genitori avevano buon gusto in fatto di musica, ma nessuno cantava o suonava. La passione per la musica è nata per la voglia di farla».

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Nella sua carriera da cantautore scrive il “Poeta”, canzone che oltre a segnare il suo successo sulla scena musicale dell’epoca è anche considerata il manifesto della Scuola Genovese dei cantautori.

Ma guai a parlagliene! A chi gli parlava di Scuola Genovese, Bruno Lauzi rispondeva così:

«La cosiddetta scuola genovese dei cantautori non esiste né è mai esistita. Una scuola prevede maestri e allievi, e nessuno di noi fece da maestro né fu allievo. Anzi, raramente si trovò un tale gruppo di vicini di casa più diversi tra loro: anche se tutti inconsciamente tesi, all’insaputa l’uno dell’altro, a dare una spallata alle belle certezze degli autori delle canzoni allora di moda, confondendo le idee che già erano poche e confuse, ai discografici».

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