«Da ragazzo abitavo nel quartiere della Foce. I miei vicini e amici erano i fratelli Giampiero e Franco Reverberi. Musicisti come me e come altri ragazzi che incontrai a casa loro e di cui divenni amico: Luigi Tenco e Bruno Lauzi».

SCUOLA GENOVESE

illustrata da Alice Piaggio

Erano gli anni ’50. Tra le panchine di una piazzetta della Foce e il bar all’angolo di via Cecchi nacque la leggenda della scuola genovese dei cantautori.

«Io volevo fare il pittore e divenni grafico. Luigi pensava di fare il fisico. Ma intanto facevamo la serate nelle scuole, lui al sax, io alla batteria, c’era anche Lauzi: i risultati erano tremendi. Dopo un concerto ci dissero: non vi picchiamo perché siamo studenti come voi».

«Una scuola prevede maestri e allievi, e nessuno di noi fece da maestro né fu allievo. Anzi, raramente si trovò un tale gruppo di vicini di casa più diversi tra loro: anche se tutti inconsciamente tesi, all’insaputa l’uno dell’altro, a dare una spallata alle belle certezze degli autori delle canzoni allora di moda, confondendo le idee che già erano poche e confuse, ai discografici».

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